Azienda Agricola Nenci
Azienda a conduzione familiare dal 1956

Val d'Orcia Art Festival Ets

Da Nonno Franco alla gestione 2.0 del 'Contadino digitale', il nipote Paolo



L’”Azienda Agricola Nenci” parte grazie al ‘Nonno Franco’ nel 1956, per arrivare alla versione 2.0 con il nipote Paolo Nenci. Il sogno inizia quando aveva solo 18 anni ma nel 1972 ufficializza il tutto aprendo la Partita IVA. Nasce come azienda familiare che aveva il compito di produrre cibo, olio e vino necessario per l’autosostentamento, grazie anche all’allevamento di animali. Nel 2000 ha iniziato a cambiare marcia iniziando a imbottigliare vino e poi dal 2017 ha fatto un ulteriore upgrade sia dal punto di vista comunicativo, che per la qualità dei prodotti e sostenibilità per l’ambiente.

Cosa pensa del Val D'orcia art festival?
Penso che il Val d’Orcia ART Festival sia una bellissima iniziativa, sono molto curioso di vederlo sviluppato, l’iniziativa in primis mi è piaciuta moltissimo, tutto quello che ho letto è molto interessante, adesso resta la curiosità, quando sarà in ‘scena’ di vedere come sarà.

Che cosa è per lei l'arte e come pensa che questo festival possa valorizzare il territorio?
Per me l’arte è in ogni cosa, nel mio vino c’è arte, nel fare l’olio c’è arte, nel fare l’etichetta e comunicarlo dopo c’è arte, quindi l’arte è vita, tutto è arte. Può portare dei benefici al territorio perché è una cosa che mancava quindi riesce a smuovere la curiosità delle persone, far venire delle persone da fuori e quindi ampliare il bacino di utenza che già la Val d’Orcia e la Val di Chiana per un qualcosa che ci accomuna che è appunto l’arte.

Può essere una fonte di pubblicità e portare un messaggio di ripresa, di speranza, sia per l'arte che per le attività del territorio?
Sì assolutamente, avrà comunque una sua nicchia perché c’è poca cultura sull’arte dall’inizio, però è sicuramente intanto far vedere che un gruppo di persone hanno la volontà e la voglia di mettersi in gioco per portare dei benefici al territorio, ai prodotti del territorio e all’arte del territorio.

Cosa l'ha portata a decidere di diventare uno sponsor di questo evento?
Io sono una persona che in primis appoggio tutte le iniziative che vengono fatte nel territorio che abbiano una correlazione logica, che abbiano buon gusto, cultura, innovazione e sostenibilità; se rispecchiano queste caratteristiche io sono il primo che accetta volentieri l’idea di queste persone e le aiuto per quel che posso.

Un’azienda di famiglia, nata con il nonno Franco, come è cambiata la gestione dell’azienda dai tempi del nonno ad oggi?
L’azienda è cambiata ‘dal giorno alla notte’, ma questo non per fare un vanto a me, ma semplicemente per dire che sono cambiati i tempi. Se guardiamo i cambiamenti che accadevano all’epoca di mio nonno, in 60 anni c’era un cambiamento, al giorno d’oggi avviene ogni 5-10 anni, perciò si sono proprio ridotti i tempi. La mia azienda solo negli ultimi 4 anni è irriconoscibile, sia dal punto di vista produttivo che dal punto di vista comunicativo, quando nel 2016 ho iniziato a usare i social come se fossero un canale televisivo, non c’era nessuno in Italia che lo faceva e questo mi ha permesso di attestarmi non solo come ‘primo contadino digitale’ in Italia ma anche portare la mia azienda ad una visibilità che oggi sono un 50.000 persone al giorno che entrano in contatto con la mia realtà in Internet.

Come è stato essere il Pioniere del ‘Contadino digitale’?
È stato davvero molto bello, io sono partito per scherzo e ho impegnato tutto me stesso in questa storia perché ho visto che c’era questo buco di mercato. Ciò mi ha permesso di conoscere persone che mai avrei potuto conoscere e mi ha permesso di raggiungere risultati che credo non avrei mai raggiunto con una cosa classica; ma allo stesso tempo sono orgoglioso perché ho dato una spinta emotiva a tanti altri giovani ragazzi che erano in bilico tra scegliere se portare avanti la propria azienda familiare o andare a fare i dipendenti. Seguendo il mio esempio e facendo passo passo ciò che ho fatto io sono sicuro che almeno 10 imprenditori agricoli oggi esistono in Italia perché hanno riprodotto il mio modus operandi.

“Musica in Vigna” è il nome di un’importante serie di eventi che organizzate durante l’estate, avete mai pensato di fare “Arte in Vigna”?
La risposta è sì, però vi sorprenderò perché non sarà solo arte, sarà un qualcosa ad oggi mai visto in Italia, però ancora non posso spoilerare niente…

Mandi un messaggio ai nostri lettori
Un grande in bocca al lupo agli organizzatori e ideatori del Festival e naturalmente a tutto lo staff, insomma a tutte le persone che stanno collaborando a questa iniziativa e spero anche di essere il più presente possibile durante i giorni della manifestazione.


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