Azienda 'Costanti'
Una tra le più storiche aziende produttrici di Brunello di Montalcino

Val d'Orcia Art Festival Ets

Conosciamo l'azienda



La cantina Costanti è una tra le più storiche aziende produttrici di Brunello di Montalcino. L’attuale proprietà appartiene ai Costanti dal 1555, e fin da allora è stata destinata alla produzione di vino e olio. Tito Costanti nel 1870 è stato uno tra i primi ad utilizzare il nome Brunello in una etichetta di vino prodotto nel 1865, insieme ad altri nomi leggendari di Montalcino. Nel 1967 Emilio Costanti è stato tra i 25 fondatori del Consorzio del Brunello. I vigneti e la cantina sono situati nella zona più classica di Montalcino, 2 Km ad Est del centro abitato ad una altitudine di 450 mt. Slm

Che cosa è per lei l'arte?

L’arte in ogni sua forma è una espressione del genio e della capacità espressiva dell’uomo. Nel nostro territorio mi piace però pensarla in un contesto più ampio, dove il territorio stesso si presenta come una grande opera. Già molti artisti hanno usato il paesaggio per esprimere la loro arte, penso a Christo, Bansky o più recentemente Saype con i suoi graffiti sull’erba.

Se vuole esprimere un suo piccolo pensiero, come si può collegare l’arte al mondo del vino? Ci può essere un nesso tra le due cose?

Nel caso della Val d’Orcia direi che si è raggiunta una magica sinergia tra l’opera della natura e l’ingegno dell’uomo, fruibile anche senza entrare in chiesa o in un museo. Nella nostra azienda, insieme ai quadri che abbiamo nella villa padronale ed agli affreschi della cappella di famiglia, abbiamo installato in una vigna una scultura in ferro e bronzo rappresentante lo stemma di famiglia, opera dello scultore senese Rino Conforti. Dal punto di vista paesaggistico in Val d’Orcia abbiamo delle vere e proprie icone, come il famoso boschetto dei cipressi, o la nostra vigna del casottino .

Provi ad immaginare, un buon bicchiere del suo vino mentre ammira una meravigliosa opera d’arte, quale è la prima cosa che le viene in mente?

Bevendo un buon bicchiere di vino, non necessariamente il mio, penso più ad un’altra forma d’arte, la musica. Comunque il legame del vino con la pittura è importante, anche per il suo significato simbolico e spirituale. Penso a quadri come “le nozze di Cana” di Giotto o “il Bacco con il calice di rosso” di Caravaggio. Uno dei più iconici connubi tra vino ed arte in tempi moderni è l’etichetta del grande Mouton-Rothschild , uno dei vini più cari al mondo, dipinta ogni anno da un pittore diverso, e annovera opere di Picasso, Chagall, Braque ed Andy Warhol.

Cosa pensa del Val D'Orcia ART Festival?

Il Val d’Orcia Art Festival è alla sua prima edizione, ed è sicuramente un’ottima iniziativa che prosegue e forse perfezionerà quello che è già avvenuto in passato e a cui ho partecipato. Penso alle forme nel verde o ai concerti (Nicola Piovani, Buena Visata Social Club) a cui ho assistito negli Horti Leonini, alle varie mostre di pittura tra cui una della mia amica Angela Sanna, al Musical di mio fratello sulla Francigena alla Cappella della Madonna di Vitaleta.

Come pensa che questo festival possa valorizzare il territorio della Val d'Orcia?

Mai come in questo momento c’è stato bisogno di arte, di bellezza, di qualità; direi che qualità è la parola chiave includendo la bellezza come “qualità dell’estetica”. Proseguendo su questo concetto penso proprio che la grande forza della Val d’Orcia sia la qualità della vita che permette, a chi ci vive e forse ci si è un po' abituato e a chi viene a visitarla e vi soggiorna. Qui non abbiamo paesaggi estremi tipo restando in Italia i faraglioni di Capri o le Dolomiti. Chi viene a visitarli si deve immergere nella bellezza sobria e riposante del nostro territorio, godere della nostra natura piena di ogni forma di arte e con un alto livello enogastronomico.

Può essere una fonte di pubblicità e portare un messaggio di ripresa, di speranza, sia per l'arte che per le attività del territorio?

Sicuramente una viva situazione artistica e culturale sempre in fermento eleverà l’attività della Val d’Orcia. Sarebbe importante riuscire a coinvolgere personalità del panorama artistico fino a farne dei convinti testimonial del nostro territorio. Penso anche a quanto sono stati importanti alcuni set cinematografici di produzioni internazionali.

Cosa l'ha portata a decidere di diventare uno sponsor di questo evento?

Sicuramente non ho aderito al Festival per una pubblicità diretta, diciamo che mi piace dare un contributo al vostro entusiasmo e sostenere un’iniziativa che comunque vedo tesa ad attirare visitatori di livello nel nostro territorio e a migliorare la qualità della ricezione. Dal mio punto di vista di produttore poi so bene che la forza di un vino non sta solo nella sua qualità ma anche e soprattutto nel legame con il territorio dove viene prodotto, non a caso si parla di Brunello di Montalcino o Nobile di Montepulciano. C’è sempre più desiderio di venire a visitare i nostri vigneti e le nostre cantine. Noi, in azienda per visite e degustazioni riceviamo in media 1000 persone all’anno.

Vuole dedicare un augurio al festival?

Certo! Un grande augurio al Val d’Orcia Art Festival, cerchiamo tutti insieme di farlo diventare un appuntamento sempre più imprescindibile negli anni a venire.


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