Presentiamo gli artisti: ENEA BARBIERI

Val d'Orcia Art Festival Ets

Conosciamo meglio l'artista...



Se le dico arte, quale è la prima cosa che le viene in mente?

La prima cosa che mi viene in mente è il voler trasmettere un’emozione, trasmettere il punto di vista dell’artista e ciò che stava provando mentre realizzava l’opera. Far vedere, far provare uno stato d’animo con gli occhi dell’artista.

Mi racconti come ha scoperto la sua ‘vocazione’ per l’arte e quali sono stati i suoi primi passi all’interno di questa passione/professione?

Sono sempre stato attratto dalla fotografia, complice anche il fatto che i miei genitori sono sempre stati legati alla fotografia; già da piccolo mi divertivo a giocare con la macchina fotografica ‘a pellicola’ di mia madre. Alla scuola media poi, grazie al professor Rino Massai che cercava di aggiungere delle cose in più al programma scolastico e ci ha fatto un laboratorio di fotografia dove ci ha dato le regole base. Con lui abbiamo fatto delle foto in bianco e nero e a colori in classe, allestendo un piccolo studio ed una camera oscura; ognuno di noi studenti entrava in ‘camera oscura’ con il professore a sviluppare la propria foto, attuando tutte le procedure ed avevamo modo di vedere che dal foglio bianco poi si vedeva la foto da noi realizzata. Questa esperienza mi ha fatto accendere la curiosità, il mondo si è evoluto e sono passato al digitale, le prime macchine fotografiche, i miei primi lavori e le prime attrezzature in più, da lì in poi ho iniziato a sperimentare. Io faccio principalmente fotografia notturna che è nato più per necessità, lavorando tutto il giorno e non avendo molto tempo, ho fatto di necessità virtù ed ho scoperto che la cosa mi attirava più che la fotografia diurna. Di notte può nascere una cosa diversa, si può giocare con le luci, giocare con le esposizioni in maniera molto più marcata, quindi si riesce a far vedere cose che nella quotidianità e nelle foto più diffuse non si vedono.

Che sensazioni provi quando hai in mano la macchina fotografica immerso nella natura o in un borgo da immortalare?

Ci sono vari momenti e varie situazioni, ci sono delle volte in cui mi rendo conto che non porto a casa lo scatto che voglio fare, che ho in mente e quindi rimane una cosa semplicemente rilassante…le volte invece che mi rendo conto che sono in una situazione ideale o per il meteo o perché riesco a realizzare ciò che ho in mente, sento dentro di me un’euforia, una felicità perché riesco a trasmettere a chi guarderà la foto le mie emozioni. Le volte che riesco a far coincidere l’idea che ho, con ciò che sto realizzando, sono quelle le foto che mi danno la soddisfazione con le quali riesco a trasmettere quello che avevo in mente. Può capitare anche che parto con l’idea di un soggetto, arrivo nel luogo di scatto e mi rendo conto che il soggetto per qualche motivo non è più idoneo e magari porto a casa uno scatto non preventivato ma che mi soddisfa lo stesso o forse anche di più di quello con cui ero partito, non c’è solo pianificazione ma anche molta improvvisazione.

Ed invece come è usare il drone?

È una cosa diversa rispetto alla fotografia, sono due prospettive diverse, apre punti di vista diversi e insoliti, però parallelamente non ho la possibilità di fare tutto ciò che si può fare con una macchina fotografica: non si può fare lunghe esposizioni o per lo meno ci sono limitazioni dovute alla situazione in quota. Quindi sono due aspetti della fotografia e della tecnologia diversi, sono belli entrambi, ma difficilmente paragonabili se non per le regole base della fotografia, per il resto pilotare un drone o usare una macchina fotografica, non sono assolutamente la stessa cosa. Sono due tipi di fotografia interessanti che aprono prospettive diverse ma mi affascina di più la macchina fotografica, forse perché ho più esperienza, in fin dei conti sono nato con quella. Il drone lo vedo più come un divertimento, dovessi scegliere per forza uno dei due direi macchina fotografica tutta la vita.

Ci sono delle particolari ritualità che usa fare mentre crea le sue opere? Come per esempio ascoltare musica o altro…

No, non ho particolari riti, però prima di un’uscita fotografica studiata, ragiono sulle lenti da utilizzare, controllo le condizioni meteo, preparo tutto il materiale in maniera meticolosa insomma, ma credo faccia parte della routine del fotografo😊

Quali sensazioni vuole esprimere attraverso la sua arte?

Essendo foto di forte impatto emotivo vorrei suscitare una sensazione di meraviglia, apprezzamento per il lavoro svolto, magari il far vedere una cosa ad una persona da un punto di vista che non aveva mai valutato, e fargli vedere la realtà da un punto di vista che non ha mai preso in esame, mostrare il mio punto di vista.

Quale tecnica usa maggiormente?

Sicuramente le lunghe esposizioni e tutto ciò che è dietro alle lunghe esposizioni e alla fotografia notturna: light painting, startrails e tutto ciò che ne è legato.

Il colore è importante in una qualsiasi opera, quali colori usa, ricerca per esprimersi nella sua arte? Ce ne sono alcuni che spiccano più di altri?

La fotografia notturna è di per sé buia, quindi il colore nello scatto primario che vado a realizzare non è la cosa che risalta di più all’occhio, il colore è più una cosa che vado a tirare fuori nella post produzione che è strettamente legata al mondo della fotografia digitale e io cerco in tutte le foto di dargli le stesse tonalità cromatiche, di dargli un filo conduttore, quindi magari privilegiare colori caldi rispetto ai colori freddi, non troppo saturi. Voglio cercare di ricalcare la realtà dell’immagine senza stravolgerla: la linea della fotografia digitale e maggiormente della fotografia notturna tra la realtà (per riportare fedelmente ciò che era, e lo stravolgere andando a creare una cosa finta, una cosa troppo elaborata che risulta falsa) è molto sottile, quindi la bravura nella post produzione di questi scatti sta nello stare all’interno di questa linea senza eccedere né da un lato né dall’altro. Cercare di riportare fedelmente la realtà per come la vedo e per come la voglio far vedere senza creare immagini finte con colori ultra saturati e mantenere quella che è la realtà del momento e di quello che voglio far vedere io, mantenendo la realtà delle immagini.


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